UnioniDiVisioni


Sicuro come una nuvola

⊆ Luglio 29th, 2010 by Paolo | ˜ No Comments »

Quali sono i vantaggi che il cloud computing può offrire alle aziende pubbliche? Perché questa tecnologia (o meglio, filosofia) è ancora poco diffusa? Lo abbiamo chiesto a Rossella Macinante, Practice Leader di NetConsulting, e Elio Monteni, Senior Technology Specialist di CA Technologies. La risposta è una ricetta che potrebbe far fare un salto di qualità alla Pubblica Amministrazione.

A cosa ci si riferisce quando si parla di cloud computing?
Una delle definizioni più autorevoli e maggiormente utilizzata di Cloud Computing è fornita dal NIST (National Institute of Standards and Technology), un’agenzia del governo Statunitense, che definisce la cloud come un «modello per l’abilitazione dell’accesso, su richiesta, ad un insieme condiviso di risorse di elaborazione configurabili, che possono essere messe a disposizione e rilasciate rapidamente e con una gestione minimale. Il modello cloud prevede cinque caratteristiche, tre tipologie di erogazione del servizio e quattro modelli di deployment». Il termine Cloud Computing è perciò riconducibile, in estrema sintesi, all’affermazione «usa ciò che ti serve, quando vuoi, e paghi quanto realmente consumi». Questo fa ricordare un ambiente nato tanti anni fa, ma ancora molto usato nelle grandi organizazioni: il mainframe. Già in tempi “non sospetti”, in alcune realtà aziendali si usava ripartire i costi di effettivo utilizzo delle risorse elaborative centrali verso le unità aziendali utilizzatrici; il tutto ai fini di una allocazione, anche se virtuale, dei costi globali del sistema informatico. Il Cloud Computing, anche se con approccio e tecnologia differenti, dopo oltre trent’anni riprende questi concetti declinandoli in “modelli di servizio” (SaaS, PaaS, IaaS) e modelli di implementazione (Private Cloud, Public Cloud, Ibrid Cloud e Community Cloud).
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Servi dei servi dei servi!

⊆ Luglio 15th, 2010 by Paolo | ˜ No Comments »

Ska-p, 99 Posse, Piotta, Hormonauts live @ Rock In Roma

Siete pronti per la serata più punkabbestia del Rock In Roma? Questa sera l’Ippodromo Capannelle è pieno di rasta, piercing e bottiglie di vino. Mancano i cani, ma in compenso non manca l’erba. L’apertura è affidata agli Hormonauts, istituzione del rockabilly italiano qui relegata a piacevole sottofondo per le prime birrette. Performance impeccabile come sempre. Tocca poi a un appesantito Piotta. Il Supercafone gioca in casa e, anche se è una casa ancora mezza vuota, i presenti non riescono a trattenere ugola e gambe durante tormentoni come “Il Mambo Del Giubileo” e “La Grande Onda”.

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Pogare al cinema

⊆ Maggio 28th, 2010 by Paolo | ˜ No Comments »

Vi immaginate di essere al cinema e vedere un Bono gigante in 3D che canta “Sunday Bloody Sunday” e vorreste urlare con lui ma no, non potete perché è sconveniente urlare al cinema. Poi parte “One” e voi non potete mica accendere gli accendini in sala, siete pazzi? E non vorreste mica saltare sulla poltrona mentre i fuochi d’artificio introducono “Vertigo”?!? Ecco perché un concerto trasposto al cinema ha poco senso d’esistere e, per quanto ben realizzato, U23D resta un prodotto destinato esclusivamente ai fan di Edge&Co. Read more…