Pagerank è il protagonista indiscusso della recente storia del Web. All’algoritmo di Google si deve l’organizzazione dei contentui della Rete e tutti, meno due persone in tutto il mondo, gli sono grati per riuscere a trovare e a farsi trovare cercando sui motori di ricerca. Le restanti due persone gli sono invece grati per avergli fatto guadagnare circa 5 miliardi di dollari a testa.
In un universo caratterizzato da un sovraffollamento in esponenziale espansione come il Web, si può esistere solo se si ottiene visibilità. Per questo motivo, Pagerank decide di fatto cosa esiste e cosa non esiste.
Eppure, non è poi così assurdo vivere al di fuori di Big P. Guardando con un sorriso i SEO, sciamani 2.0 in equlibrio sui fragili segni di un Dio le cui meccaniche sono appena percettibili (non me ne vogliano i miei amici e colleghi appartenenti a questa categoria), una strada alternativa è percorribile, con risultati che possono rivelarsi anche più soddisfacenti.
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