Monthly Archives: May 2008

Impressionante video di una performance di Blu, artista con immenso talento e tanto tanto tempo libero. Notevoli le idee e la tecnica con la quale sono state realizzate, in particolare la fluidità e il realismo delle animazioni che fanno sembrare le figure reali e tridimensionali. Agli appassionati di Naruto come me non può che venire in mente Sai e la sua abilità di dar vita ai disegni.

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Soundtrack: Deftones – Saturday Night Wrist

Ce lo siamo chiesti sul Blog di PMI.it e la risposta per ora sembra essere Windows Mobile… ma la situazione è tutt’altro che definita.

Se prima, infatti, le opzioni erano praticamente tutte riconducibili a RIM e al suo BlackBerry, adesso lo scenario può contare protagonisti del calibro di Microsoft e Symbian, i cui sistemi operativi per dispositivi mobili si sono affermati nel giro di pochi anni.

A completare il quadro ci pensano Apple e Google. La Mela sta conquistando sempre più manager con un prodotto originariamente destinato al mercato consumer come l’iPhone, mentre Big G è in procinto di lanciare il rivoluzionario Android, piattaforma totalmente open source installabile su quasi tutti i dispositivi.

Personalmente penso che Android sarà il vero punto di discontinuità in questo mercato ricchissimo ma sostanzialmente ancora in fase embrionale.

Per le imprese può risultare davvero problematico abbracciare la filosofia del Web 2.0, incentrata su apertura totale, collaborazione peer-to-peer e condivisione di idee, processi e prodotti. Di questo rapporto, che diventa ancor più drammatico quando l’impresa è pubblica, ne ha recentemente parlato il sempre illuminante Stefano Epifani.

Dal mio canto ho cercato di approfondire l’argomento discutendone direttamente con uno dei maggiori protagonisti, IBM, nella persona di Max Ardigò, Business Transformation Consultant di Big Blue. Questo l’estratto dell’intervista pubblicata su PMI.it:

Cosa significa Web 2.0 per IBM?

«Ciò che significa per tutti, considerando la definizione di Web 2.0 di Wikipedia che lo descrive come una piattaforma dove aggregare e ricombinare servizi e informazioni rapidamente, oppure come piattaforma che rende possibile l’innovazione collettiva e partecipativa attraverso lo scambio di informazioni e la collaborazione, proponendo nuovi modelli di business che solo due anni fa erano fantascienza (es. www.zopa.it, www.youbid.it, www.slideshare.net), nati grazie alla predisposizione all’uso da parte di una base molto estesa di utenti Internet (ca. 56% dei 20 milioni di utenti internet italiani utilizza servizi 2.0; dati Politecnico di Milano). Per IBM, Web 2.0, insieme alla Service Oriented Architeture IBM (SOA), significa poter costruire soluzioni e servizi ancora più scalabili, sicuri, stabili, flessibili e nello stesso tempo governabili, in grado di integrare processi di business con comunicazione e collaborazione. Queste soluzioni vengono definite Enterprise 2.0 (SOA+Web 2.0 = Enterprise 2.0)».

Per quali motivi una Pmi italiana dovrebbe adottare tecnologie 2.0?

«Per produrre meglio, collaborare, innovare, ridurre i cicli e i tempi di sviluppo, incrementare il controllo dei progetti tecnologici, per essere più vicina tecnologicamente al business e agli utenti finali, per trattenere ed espandere la base clienti. A seconda dei propri obiettivi, c’è un diverso tipo di enterprise 2.0 da adottare».

Il resto potete leggerlo qui.

Soundtrack: Green Carnation – The Acoustic Verses

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