Daily Archives: March 31, 2009

L’oscurità trasforma il palco in un’indefinita distesa che torna ad assumere coordinate spaziali solo quando un angelo appare davanti ai nostri occhi. L’angelo si spoglia, prima delle sue vesti, poi della sua carne e infine della sua essenza, trasformandosi in una bestia. Intorno l’atmosfera si satura di rumori ed urla bestiali. Poi è di nuovo buio ma questa volta dalla notte fioriscono le note di “Where Is My Power?” – un’opener anomala che si rivela però azzeccata.

Antony è sul palco e ne siamo sicuri prima che la canzone finisca e il buio sia rotto da tenui luci. Ne siamo sicuri perché la voce è la sua, inconfondibile e in ottima forma. Immerso in un’illuminazione che resterà discretamente fievole per tutto il concerto, Antony riesce a coinvolgere ed esaltare il numeroso pubblico dell’Auditorium dalla prima all’ultima nota. Tra i presenti, in prima fila con me, l’esteticamente eccentrico Roberto D’Agostino e l’immancabile onorevole bipartisan Vladimir Luxuria.

Gran parte del concerto è tutta dedicata all’ultimo The Crying Light e non è affatto un male considerata la sua elevata qualità. “Epilepsy Is Dancing” e “One Dove” fanno vibrare il triplo mento di Antonoy in modo incatevole. “Her Eyes Are Underneath The Ground” fa vibrare l’intera visione, come succede quando l’eccessiva emozione esplode lentamente attraverso gli occhi. L’intensa “For Today I Am A Boy” si fa strada tra gli applausi ma poi arriva “Kiss My Name” a soffiare un sorriso sulla platea, resuscitandola dalla malinconia in cui era perduta.

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