Assenza/Assenso
L’assenza può essere una forte manifestazione di dissenzo. Una manifestazione silenziosa che raggiunge il suo obiettivo per sottrazione. Questa è la strada che potrebbero scegliere alcuni atleti in occasione delle imminenti Olimpiadi per protestare contro il particolare rapporto che lega Tibet&Cina. Un rapporto difficile e mal gestito, sul quale sorvolo rivolgendo un sorriso amaro agli USA, la cui esportazione di democrazia è come sempre legata in via esclusiva a ragioni economiche.
Indipendentemente dalle ragioni del conflitto, vorrei capire come mai chi sceglie di protestare opta per il mutismo dell’assenza, quando si potrebbe utilizzare l’accecante palcoscenico dei Giochi Olimpici per urlare le proprie idee a tutto il mondo. Un mondo come sempre intorpidito da una pigrizia tumorale e con una soglia di sensibilità giustamente elevata. Rivolgendosi a un simile pubblico, all’impalpabile silenzio sarebbe preferibile rivedere dei pugni alzati sul podio.
Soundtrack: Atrium Carceri - Kapnobatai






Aprile 8th, 2008 at 09:12
dai per scontato che gli atleti consci di ciò che succeda ci arrivino, al podio.
Aprile 9th, 2008 at 11:18
magari salta tutto e le Olimpiadi vengono annullate….