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How many ways a road can be

Un centinaio di volte mi sono eletto a collegamento tra Roma e Napoli, percorrendo avanti e indietro i circa 200 km che separano le due città della mia vita, e la mia vita da queste due città.

Una strada è una strada. Un percorso fossile che si presta però a diverse interpetazioni (basta confrontare quella risibile di Kerouac con quella scarnificante di McCarthy) e offre molteplici esperienze.

Una gamma di viaggi dai gusti infiniti e con infiniti significati può quindi emergere da quello stesso significante immutabile. Un fiorire di contrasti di per sé già entusiasmante, a sua volta costruito da momenti di rapimento.

Momenti che possono durare anche 2 ore, nelle quali è possibile, se si è fortunati - come lo si potrebbe essere nell’assistere a una congiunzione astrale, viaggiare contemporaneamente su più piani, che volteggiano intersecandosi ad intermittenza, tornando a volte a coincidere nuovamente con la realtà e che tutti, senza distinzione, si originano da quell’unica vena nera, autrice di uno spettacolo sconvolgente e del tutto incapace di goderne.

Perché non si può non parlare di attimi spettacolari quando ci si tuffa nell’orizzonte rosso con Zakk Wylde che ti fa assaporare il sapore dell’asfalto e della polvere. Non si può sorvolare sulla potenza estetica di una sera autunnale cantata da Bowie o sul brivido di scivolare nel grigio con i fiati strozzati dei Kammerflimmer Kollektief. E neanche sarebbe giusto ignorare il lieve piacere di una domenica pomeriggio raccontata alla radio.

Non è un viaggio, è un’esperienza molto più pregnante fondersi con la notte e con la pioggia, divenendo impulso tra gli impulsi rossi trasmessi su quella dark fiber mentre i Red Harvest sussurrano

There’s no way out of here
This void of nothingness
I have lost all that I thought I had
Growing nowhere fast

e a te resta solo l’esilarante desiderio di collidere con altre macchine per avere la tua morte futurista.

Soundtrack: Blind Guardian - Nightfall In Middle-Earth

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