UnioniDiVisioni


I’ve Seen Corpses

Ero andato al concerto dei miei amici Disphere, a rivedere qualche vecchia faccia, ad immeggermi nuovamente dopo ere in un ambiente ormai così distante. Per una serie di circostanze mi ritrovo a tornare per una strada diversa e da solo. Poco male, amo guidare in solitudine e questo breve viaggio mi offre la banale ma indispensabile poesia del bilancio.

Cosa ho visto, a cosa ho preso parte in questo quarto di secolo trascorso da appena un paio d’ore. A farmi compagnia in questa stanca analisi avrebbe potuto esserci la luna, pienissima e glaciale. Invece mia crudele compagna è stata la NA-SA.

Macchine ferme, l’esplodere di scintille per troppe frecce lampeggianti in così poco spazio. Preparo il cellulare per riprendere la scena ma lo ripongo immediatamente, costretto dalle lacrime. Alla mia sinistra una donna in un elegante vestito nero e lunghi capelli biondi che incorniciano un volto completamente ricoperto di sangue. La calma con cui è adagiata sul ciglio della strada mente sulla dirompente forza che l’ha portata lì.

Un gruppo di ragazzi, primi soccorritori, urla mettendosi le mani nei capelli, qualcuno barcolla. I loro occhi stravoli non riescono però a celare una vibrante eccitazione. Dall’altro lato della carreggiata, un uomo. Anch’egli stravolto. Nelle carni, nelle ossa. Giace in una posizione che non dovrebbe essere consentita agli esseri umani. Una posa permessa soltanto ai burattini.

Continuo ad attraversare con lentezza massacrante questa passerella di scintille, urla e corpi. Una decina di metri più avanti, i veicoli. Di morte in questo caso. Non c’è bisogno di scomodare Aubrey De Grey per capire come un’idea già di per sé pericolosa possa essere resa definitiva dal suo utilizzatore. Le magnifiche linee della Ferrari si riconoscono anche così, decomposte in un’astratta poltiglia di metallo. Poco distante, un altro cumulo di lamiere.

Non mi ci vuole poco per ritornare in me e smettere di piangere. Cerco di ignorare le infinite trame passate, presenti e future che si districano dietro quel quadro mortale. Cosa stavano facendo le vittime prima della fine, cosa stanno facendo i loro cari, ancora inconsapevoli di essere come stelle morte, che brillano pur essendo già spente, e cosa faranno quando sapranno. E se fossi stato il primo a passare di lì, giusto 5 minuti prima, mi sarei fermato? Probabilmente no. Mi sarei limitato a chiamare i soccorsi.

Cerco di evadere questi pensieri solo per cadere in un dubbio fondamentale quanto del tutto futile: questa visione è stata un addio al vecchio quarto di secolo o un benvenuto al nuovo?

Soundtrack: Co’ Sang - Chi More Pe’ Mme

UPDATE: ecco qui la notizia dell’incidente. Pare che l’elegante donna bionda non sia morta.

2 Responses to “I’ve Seen Corpses”

  1. Gatto Nero Says:

    …buon compleanno?

    (minchia)

  2. Sunset Says:

    Io direi che dovresti continuare su questa strada…
    La tua capacità di scrittura prende una forma migliore…

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