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Jan Session

Troppi fatti da fare e ozi da oziare e un post dedicato a Gennaio appare solo ora.  Gennaio ha avuto il volto di Naoko e la voce di Antony Hegarty, ed è stato segnato dalla Grunge Curse.

Norwegian Wood di Murakami Haruki è  stato un libro inaspettatamente penetrante. La lievità delle parole dona un sapore dolcissimo anche agli eventi più banali e i personaggi ti aprono in 2: un po’ Watanabe un po’ Nagasawa. E alla fine finisci come loro.

Grazie a Fleurs 2 di Battiato mi sono finalmente deciso ad affrontare Anthony And The Johnson. Un incontro che rimandavo da tempo e rivelatosi folgorante. Dalla cover di “Frankenstein” (diventata “Del Suo Veloce Volo” sull’ultimo album di Battiato) ho risalito l’intera discografia dell’artista inglese, ritrovandomi fra le mani alcune perle d’emozioni. Emozioni che sicuramente esploderanno a fine Marzo, in occasione del concerto all’Auditorium di Roma.

E la Grunge Curse? Molto beffardamente, io che ho sempre tenuto a distanza il grunge mi sono ritrovato nel giro di pochi giorni immerso in ascolti legati a questo scialbo genere musicale. Ho iniziato con la splendida colonna sonora di Into The Wild (ad opera di Eddie Webber - ex Pearl Jam). Ho proseguito con gli Alter Bridge, inquadrati nel girone post-grunge e autori di un album bello grosso (Blackbird) che ho avvicinato per curiosità - la loro “Coming Home” è stata plagiata spudoratamente da Tiziano Ferro per il tormentone “Non Ti Scordar Di Me” cantato dall’insulsa Giusy Ferrero. Ciliegina sulla torta, uno degli album più belli del 2008: The Bees Made Honey In the Lions Skull degli Earth. E il mio amico Bastardo mi fa notare che agli albori intorno al progetto Earth gravitava un certo, odioso Kurt Cobain.

2 Responses to “Jan Session”

  1. Gatto Nero Says:

    Ma non si diceva Jam Session?
    (Mi rifiuto di leggere il post, ovvio)

  2. Paolo Says:

    Gatto mi deludi… questo è un post su alcune cose successe a Gennaio. Abbreviato in Inglese è JAN :-D
    Piccolo pun!

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