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AGORAPHOBIC NOSEBLEED: Agorapocalypse

Perché Agorapocalypse è un disco grind: perché le vocals graffiano come femmine idrofobe. Perché i pezzi hanno una durata media di 2 minuti e i temi trattati sono incentrati sul “sociale” come nel grind di derivazione hardcore, nonostante i Nosebleed si siano sempre distinti per testi spostati maggiormente sul cazzeggio.

Perché Agorapocalypse è un disco thrash: perché l’opener “Agorapocalypse Now” inizia come “Raining Blood” degli Slayer. Perché degli Slayer ci sono anche i riff e gli assoli senza senso disseminati qui e lì. Inoltre le canzoni sono solo 13 confezionate in strutture ben definite. Per concludere, la produzione è chiara e potente.

Perché Agorapocalypse è un disco con i controcazzi:
perché vi farà muovere il culo dall’inizio alla fine e perché ha un suono di basso che fa paura e perché nelle tracce lente sembrano i Godflesh in versione hardcore. E infine perché il disco dura 28 minuti e 30 secondi ma è come se durasse il doppio perché schiaccerete play almeno un’altra volta.

Recensione pubblicata su Loudvision.it

Il criterio con il quale le operazioni commerciali vengono giudicate degne o indegne è l’utilità. Under Satanae dei Moonspell è un’operazione commerciale utile, che ha senso di esistere per almeno tre motivi.

Il primo è che ripropone materiale difficilmente reperibile: l’album racchiude infatti la prima demo della band, Anno Satanae (datata 1993), e i successivi EP Goat On Fire / Wolves From The Fog e Under The Moonspell (entrambi del 1994).

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L’Oceano ce l’ha fatta. Ha varcato quel confine che separa la potenza dall’atto. Le acque che abbiamo visto gonfiarsi nell’ipnotico ondeggiare di Fluxion e nella travolgente piena di Aeolian hanno ora assunto la conformazione di un vero e proprio Oceano.

Una sterminata distesa di liquido, cangiante dalla sublime oscurità degli abissi meshugghiani agli accecanti riflessi melodici di albe e tramonti psichedelici appartenenti a Isis, Neurosis e Cult Of Luna. Un flusso continuo interrotto continuamente dall’affiorare in superficie di trame prettamente progressive e dagli inevitabili maremoti figli (non solo indiretti, considerata la presenza di Nate Newton tra i numerosi ospiti) dei Converge.

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