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Ska-p, 99 Posse, Piotta, Hormonauts live @ Rock In Roma

Siete pronti per la serata più punkabbestia del Rock In Roma? Questa sera l’Ippodromo Capannelle è pieno di rasta, piercing e bottiglie di vino. Mancano i cani, ma in compenso non manca l’erba. L’apertura è affidata agli Hormonauts, istituzione del rockabilly italiano qui relegata a piacevole sottofondo per le prime birrette. Performance impeccabile come sempre. Tocca poi a un appesantito Piotta. Il Supercafone gioca in casa e, anche se è una casa ancora mezza vuota, i presenti non riescono a trattenere ugola e gambe durante tormentoni come “Il Mambo Del Giubileo” e “La Grande Onda”.

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I Kronos Quartet arrivano all’Auditorium di Roma dopo un viaggio durato quasi quarant’anni. Un percorso che li ha portati ad imbastardire la musica classica contaminandola con rock, tango, musica etnica, ambient, jazz, ecc. ecc. ecc. Stasera tocca alla musica araba con l’anteprima italiana di “Azerbaijan Night”, frutto della collaborazione con il mugam Alim Qasimov e il suo ensemble.Il concerto è suddiviso in 3 parti, con il primo spazio dedicato ovviamente al quartetto di David Harrington. Un vertiginoso loop di violoncello è la miccia che fa deflagrare le cangianti partiture dei 4 di San Francisco. Una vera e propria ipnosi di corde e archi, con gli sturmenti che vengono strofinati, pizzicati e percossi in un continuo rapimento della platea non numerosissima ma particolarmente attenta. Gli scenari dipinti dai violini mutano dal maestoso pathos con echi di Requiem For A Dream alla terra bruciata dai colori zigani vicina ai lavori partoriti con Ástor Piazzolla. Un ballo estatico che sembra non poter stancare mai. Continue reading

L’incessante pioggia e il cielo grigio di Roma sono il palcoscenico ideale per lo lo Stoned Hand Of Doom, che si riconferma per la sesta volta l’Evento italiano per questa nicchia musicale ristretta ma sempre più viva. Coadiuvati dalla Kick P.A. i ragazzi dello SHOD hanno riproposto la formula vincente di un festival suddiviso in 2 giorni, mettendo sul piatto nomi di rilievo internazionale che hanno attirato appassionati da tutta Italia. Indossate il vostro gilet di jeans, spettinatevi la barba e fate scorta di birra… Si comincia.Il piatto principale di venerdì sera è fondamentalmente uno solo: gli Ufomammut. Intorno a questa band sempre più in forma è stato preparato un contorno gustoso anche se non eccezionale, che si fa notare comunque per sound particolare. Ne è un esempio la one-man-band Dasombra, con un tizio mezzo nudo che si sbatte sul palco con sottofondo doom-ambient. Jucifer e Pombagira sono invece “duo misti”. La prima band, con la fanciulla cantante/chitarrista, propone una miscela di doom e grind piuttosto amatoriale (molto meglio su disco).I Pombagira sono invece autori di un doom più convenzionale, con una pulzella alla batteria, un barbone alla chitarra e un basso la cui mancanza pesa troppo. La particolarità dei Grayceon è invece il violoncello che impreziosisce pezzi a cavallo tra il doom e il prog. Anche qui, la resa su disco è decisamente migliore. Continue reading

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