Semplificare, integrare, ottimizzare: come può un’azienda mettere in atto questi principi per raggiungere obiettivi concreti? Lo abbiamo chiesto ad Alessio Matrone, Amministratore Delegato di Optima Italia, che ha le idee chiare su due settori strategici, le Telecomunicazioni e l’energia, per i quali offre servizi ad hoc per le Pmi su tutto il territorio italiano.
1. In quale dei due settori c’è oggi maggior margine di crescita nel mercato italiano?
Sicuramente nel comparto energia. La liberalizzazione del mercato della fornitura energetica, che ha permesso ai clienti di scegliere liberamente da chi comprare l’energia elettrica e a quali condizioni contrattuali, sta generando – ancora a distanza di sei anni – grosse opportunità per le aziende che hanno da subito saputo interpretare il cambiamento di scenario.
Indubbiamente, si tratta di un mercato ancora poco maturo e prevediamo che un numero consistente di aziende, soprattutto tra le Piccole e Medie Imprese, passerà nei prossimi mesi dal mercato tutelato al mercato di concorrenza. L’imperativo per i fornitori, per, è creare fiducia. Il che vuol dire tariffe facilmente comprensibili, controllabili e confrontabili e proposte commerciali trasparenti.
Quali sono i vantaggi che il cloud computing può offrire alle aziende pubbliche? Perché questa tecnologia (o meglio, filosofia) è ancora poco diffusa? Lo abbiamo chiesto a Rossella Macinante, Practice Leader di NetConsulting, e Elio Monteni, Senior Technology Specialist di CA Technologies. La risposta è una ricetta che potrebbe far fare un salto di qualità alla Pubblica Amministrazione.
A cosa ci si riferisce quando si parla di cloud computing?
Una delle definizioni più autorevoli e maggiormente utilizzata di Cloud Computing è fornita dal NIST (National Institute of Standards and Technology), un’agenzia del governo Statunitense, che definisce la cloud come un «modello per l’abilitazione dell’accesso, su richiesta, ad un insieme condiviso di risorse di elaborazione configurabili, che possono essere messe a disposizione e rilasciate rapidamente e con una gestione minimale. Il modello cloud prevede cinque caratteristiche, tre tipologie di erogazione del servizio e quattro modelli di deployment». Il termine Cloud Computing è perciò riconducibile, in estrema sintesi, all’affermazione «usa ciò che ti serve, quando vuoi, e paghi quanto realmente consumi». Questo fa ricordare un ambiente nato tanti anni fa, ma ancora molto usato nelle grandi organizazioni: il mainframe. Già in tempi “non sospetti”, in alcune realtà aziendali si usava ripartire i costi di effettivo utilizzo delle risorse elaborative centrali verso le unità aziendali utilizzatrici; il tutto ai fini di una allocazione, anche se virtuale, dei costi globali del sistema informatico. Il Cloud Computing, anche se con approccio e tecnologia differenti, dopo oltre trent’anni riprende questi concetti declinandoli in “modelli di servizio” (SaaS, PaaS, IaaS) e modelli di implementazione (Private Cloud, Public Cloud, Ibrid Cloud e Community Cloud).
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Verizon ha recentemente pubblicato il suo Data Breach Report 2009, che analizza le minacce informatiche più rischiose per le imprese. Come riconoscerle e soprattutto come difendersi? Ce lo spiega Pietro Riva, Sales Manager Southern Europe di Verizon Business.1. Come giudica il livello generale di sicurezza informatica nelle Pmi italiane?
Come molte aziende in tutto il mondo, anche quelle italiane si trovano oggi ad affrontare tre principali sfide relative alla sicurezza: protezione dell’infrastruttura; protezione dei dati; risoluzione dei problemi relativi a governance, rischi e compatibilità.
2. Il Business Supplemental Data Breach Report 2009 elaborato da Verizon evidenzia gli attacchi più diffusi in azienda. Quali i rischi concreti per le imprese e quali le soluzioni per difendersi dalle prime 5 minacce?
L ‘ ultimo rapporto redatto dagli esperti di sicurezza di Verizon Business intitolato 2009 Supplemental Data Breach Investigations Report: An Anatomy of a Data Breach offre alle aziende un quadro senza precedenti dei 15 attacchi più comuni e delle modalità in cui di solito si svolgono.
Per ogni tipo di attacco il rapporto fornisce scenari del mondo reale,segnali d’allarme, descrizione di come viene orchestrato l’attacco, lamodalità di intrusione, quali informazioni sono state acquisite, quali risorse sono state bersaglio di intrusi, quali settori vengono normalmente colpiti e quali sono le contromisure efficaci.
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